Skip to main content

N.B.: in questo articolo cercherò di venderti qualcosa ma soprattutto un’idea. Quindi, se non sei interessato alle idee, interrompi la lettura adesso. 

[space height=”1″]

“È sempre stata una questione di scelta,
anche oggi che abbiamo una via d’uscita.”

 

Sulla quarta di copertina di un libro che ho pubblicato all’inizio dell’anno campeggia questa frase. Tranquillo, non ti sto vendendo il libro ma… solo la frase.
Appena tre settimane fa, poi, su una lunghezza d’onda simile a quella espressa nelle due righe che hai appena letto, ho scritto un articolo (questo, se hai tempo, leggilo).

Comunque la si voglia mettere, è certo che ognuno di noi si ritrova continuamente a fare scelte, scoprendosene a volte soddisfatto e a volte pentito.
Ma due cose sono ancora più certe: la prima, è che senza scelte non c’è cambiamento o, meglio, il cambiamento ci sarà di sicuro ma fuori dal nostro controllo; la seconda, è che quando operiamo un scelta crediamo di aver valutato tutto ciò che serviva per procedere.
E l’esito, spesso, dimostra il contrario.

Come forse sai, mi occupo di Formazione della Scelta da quasi vent’anni, dal 1997, trovando via via risposte a numerose domande (e io ne avevo davvero molte, forse per via dei miei molti errori). Occuparsi di Formazione della Scelta significa domandarsi perché le persone fanno quello che fanno, cosa vincola o guida le loro decisioni e come potrebbero operarne di diverse o più funzionali. È stata (ed è tutt’ora) una lunga ricerca, a volte molto fruttuosa a volte meno finché, sei anni fa, nel 2008, ho scoperto (grazie al lavoro di grandi pensatori e scienziati, passati e contemporanei) ciò che mi mancava e che prima non avrei saputo definire se non con un generico “sento di non avere il controllo, che mi sfugge qualcosa, che il mondo gira intorno a me ma non riesco a ‘fotografarlo’, a comprendere il perché di certi eventi della mia vita e di quella degli altri, alcuni davvero assurdi…“.

Quattro anni fa ho scoperto il pensiero sistemico.

[message_box title=”tratto da: IL GRANDE SPRECO” color=”yellow”]- Il pensiero sistemico […] è il “posto” in cui le cose sono chiamate con il loro nome, dove se una situazione è complicata come tale la si affronta, evitando di semplificarla artatamente al solo scopo di poter prendere una decisione veloce purchessia; dove la complessità viene rispettata e trattata come un elemento ineluttabile e infido della vita umana; dove non si confonde la facilità di una soluzione con la sua bontà e dove, della stessa, non si confonde neanche l’efficacia con l’efficienza. […] Non ha importanza chi siamo o cosa facciamo, quali siano le nostre competenze o la nostra professione; tutto ciò che poniamo in essere e osserviamo, nella vita personale o pubblica, nel tempo libero o nel lavoro, è innervato, scandito e diretto dalle leggi dei sistemi: il pensiero sistemico è una necessaria metaconoscenza, un’indispensabile piattaforma interdisciplinare, nessuna attività esclusa. -[/message_box]

Non importa quale vita tu conduca, che professione svolga, quali obiettivi coltivi: ti muoverai sempre all’interno di dinamiche trasparenti ai tuoi occhi (eppure, paradossalmente, così invasive da sopraffarti) ma che determineranno ineluttabilmente il risultato finale, sia esso professionale o personale. In entrambi i casi, avere il controllo sarà una pia illusione.

[message_box title=”tratto da: IL GRANDE SPRECO” color=”yellow”]- Se continuiamo a essere sempre identici a noi stessi, se perseveriamo nel compiere le medesime azioni tutti i giorni salvo poi lamentarci la sera, allora non chiamiamoci liberi. […] Quindi tutto si riduce a una scelta: o lavoriamo per recuperare la nostra libertà di cambiare, e con essa la libertà di essere umani, oppure continuiamo a difendere il diritto al letargo, liberi di dormire come schiavi inconsapevoli, alternamente beati o dolenti. Abbiamo di certo commesso errori biblici ma è sempre stata ed è ancora una pura questione di scelta: continuare sulla stessa china o cambiare? Abbiamo una via d’uscita: se tutto ciò che caratterizza, costituisce e influenza la nostra vita è regolato dalle leggi del sistema, non ci resta che cominciare a pensare sistemico. – [/message_box]

E ora, ecco cosa voglio venderti.

 

beer-bottle-6-pack_rid

THE BEER GAME

– il gioco della birra –

 Un sabato pomeriggio insieme, un sabato pomeriggio a giocare con altre persone , mezza giornata divertente, sconcertante, illuminante…

Button TextButton Text

Se pensi che io mi creda un guru o tu vorresti che lo fossi, non venire (i guru non esistono, semmai esistono i testardi, quelli che non mollano).
Se pensi che faremo filosofia new age, che fonderemo una nuova religione o cammineremo sui carboni ardenti dopo un po’ di motivazione pompata al ritmo di musica ad alto volume, non venire.
Se pensi che basti passare qualche ora insieme perché tu possa raggiungere i tuoi obiettivi, senza metterci tutto del tuo, non venire.
Se cerchi soluzioni facili, prêt-à-porter, a problemi complessi, convinto che ciò sia davvero possibile, non venire.
Se sei disposto ad accettare che ci sono cose che non sai e che, forse, dico forse, sono proprio quelle che dovresti sapere, che tutti dovremmo sapere, allora ci vediamo il 29 novembre.

È sempre stata una questione di scelta: ora puoi fare la tua.

Button TextButton Text

Join the discussion 2 Comments

  • Giovanni Di Vita ha detto:

    Ciao Gianluigi, ho letto il tuo libro e sono molto soddisfatto! Splendidi concetti corredati da splendide parole. Secondo me dovresti procedere con una seconda parte e per usare tue parole dopo il libro per il pensiero sistemico ne potresti fare uno sul pensiero sistemico. Un secondo capitolo su come esercitarsi e applicarsi.
    Ciao
    Giovanni

  • Gianluigi Merlino ha detto:

    Buongiorno Giovanni e molte grazie per il tuo apprezzamento! Raccolgo il tuo suggerimento: un secondo libro “sul” pensiero sistemico, tecnico e/o manualistico, potrebbe sembrare la naturale conseguenza. Di fatto non vorrei cadere nella “copia” di qualcosa che già esiste (purtroppo quasi nulla in lingua italiana e non vorrei creare una sorta di “semplice” traduzione ragionata…meglio gli originali, a quel punto): forse preferirò lavorare su un qualche contributo innovativo e integrativo. Ovviamente, la mia attività di diffusione del p.s. continua con i corsi dal vivo. Ti auguro un’ottima giornata e a presto. Grazie ancora!

Leave a Reply